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29 giugno – Rapido 904, la strage di Natale

29 Giugno, via Ceriani 20 – Rapido 904, la strage di Natale

Cos’è una strage? Sono tanti piccolissimi pezzi di vetro che ti si infilano nel corpo. Entrano nella tua carne e ci restano conficcati per anni. Escono poco alla volta, ogni giorno. Ogni volta che ne esce uno tu ricordi quel momento, ricordi il buio della galleria, il silenzio rotto dalle urla dei feriti, la disperazione di una madre che cerca sua figlia in mezzo ai rottami del treno.

Il film “Rapido 904 la strage di Natale” va alla ricerca delle tracce che l’attentato del 23 dicembre 1984 al treno Napoli Milano ha lasciato nei corpi e nella memoria dei sopravvissuti: alcuni di loro, dopo trent’anni di silenzio, parlano oggi per la prima volta.

Parlano anche alcuni dei soccorritori: ferrovieri, medici, vigili del fuoco, poliziotti che per primi entrarono in galleria, ignari dello scenario di morte e distruzione che si sarebbero trovati di fronte.
Con questa parte di memorie personali, che forma il corpo del film, si intreccia la cronaca del processo di Firenze a Totò Riina, accusato di essere il mandante della strage. Il processo si è concluso nell’aprile 2015.

Spezzoni d’epoca, tratti dagli archivi della Fondazione FS e dalle Teche RAI, ci riportano ai momenti immediatamente successivi all’attentato. Queste immagini dialogano con altre, contemporanee, dei luoghi dove si è consumata la strage, riprese dai finestrini del treno, nelle vicinanze della linea ferroviaria e su un plastico che riproduce la tratta appenninica.

Il percorso emotivo del film nasce dal confronto fra questi materiali e le memorie dei testimoni.

Mi sono trovato per la prima volta di fronte a qualcuno sopravvissuto ad un attentato
nel 2010, quando ho lavorato al progetto fotografico e video “Una giornata estiva” sul
2 agosto 1980 a Bologna. Allora ho incontrato Sonia Zanotti, che all’epoca della strage
era una ragazzina: l’esplosione nella sala d’attesa della stazione l’ha ferita in modo
molto grave, ha quasi perso un piede, e ha passato il resto della sua giovinezza tra cure
ospedaliere e trattamenti riabilitativi. Nonostante questo trauma, e le ferite che ancora
oggi non sono completamente sanate, Sonia è una persona allegra, forte, con due
meravigliosi bambini, piena di interessi e curiosità.
Durante l’incontro eravamo entrambi imbarazzati. Io per la prima volta facevo un lavoro
di questo tipo, e sentivo una grande responsabilità. Sonia per la prima volta raccontava
ad un estraneo, davanti a una videocamera, la sua esperienza: per riuscire a farlo ci aveva
messo trent’anni.
Martino Lombezzi

Rapido 904 la strage di Natale – trailer from Zona on Vimeo.

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